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Ad oggi 27 Gennaio 2026 il mio nome è Emanuel Bartolomeo, sono nato a Trieste il 27 Settembre 1992. Artista, pittore, scrittore e creatore.
Ad oggi ho accumulato un’ esperienza decennale nell’ambito dell’imprenditoria italiana, dalla ristorazione alla panificazione, dal commercio all’ingrosso a quello al dettaglio e molto altro che non andrò ora ad elencare, mi ritengo abbastanza competenze in ambito legale fino a che rimango nella mia amata Italia.
Al momento sono il proprietario di una galleria d’arte privata “AlternativeSite Art Gallery” (www.alternativesite.it ) come potete dedurre dall’opera in copertina che spero vi piaccia.Come potete forse ricordare ad oggi ho 33 anni, esattamente, ho l’età in cui Cristo è morto e risorto, un’età molto significativa e piena di cambiamenti anche per me.
Posso dirvi che ho vissuto molteplici vite nella vita stessa in cui vivo e sopravvivo in un amplesso tra oscurità ed illuminazione senza fine.


Introduzione

 

Capitolo 1 : L'arte di essere 
Capitolo 2 : Entità invisibili
Capitolo 3 : La perfezione dell'essere
Capitolo 4 : Oltre il pensiero
Capitolo 5 : Parlare con se stessi
Capitolo 6 : Curiamo la nostra energia
Capitolo 7 : La vera battaglia è nella tua mente
Capitolo 8 : Connesioni neuro-trasmettitorie
Capitolo 9 : Un'unica realtà
Capitolo 10 : Parliamo di “IA”
Capitolo 11 : L'evuluzione continua

 

Oggi è il 27 Gennaio 2026 e mi chiamo Emanuel Bartolomeo, vi presento un’opera che rifiuta i confini tradizionali del genere letterario. Non è soltanto un libro di riflessione, né un racconto, né un manuale spirituale. È una dichiarazione d’esistenza. Un flusso di pensiero che prende forma scritta per trasformarsi in esperienza, un invito ad attraversare i territori della coscienza senza mappe precostituite.

Si conduce il lettore in un percorso che esplora l’essere umano come creatore della propria realtà. Dall’arte di vivere ogni istante con consapevolezza, fino al confronto con le ombre interiori, le voci della mente e le energie invisibili, il testo propone una visione in cui pensiero, emozione e materia diventano strumenti di trasformazione. In queste pagine, l’esistenza non viene subita, ma forgiata. 

La scrittura è diretta, istintiva, talvolta provocatoria. Non cerca di compiacere, ma di risvegliare. Le immagini simboliche, le dichiarazioni metafisiche, i dialoghi interiori e i passaggi visionari costruiscono un linguaggio personale e riconoscibile, che rende l’opera una testimonianza autentica di ricerca interiore. 

L'autore affronta temi universali: identità, paura, perfezione, libero arbitrio, energia vitale, guarigione dell’essere. Ma lo fa da una prospettiva singolare, dove l’autore si pone simultaneamente come allievo e maestro di se stesso, come narratore e protagonista, come voce individuale e coscienza collettiva. 

Questa opera si rivolge a chi sente il bisogno di interrogarsi oltre la superficie, a chi riconosce nella mente un campo di battaglia e nell’anima un territorio ancora da esplorare. Non offre soluzioni preconfezionate, ma strumenti simbolici, intuizioni e suggestioni per aprire nuovi spazi di percezione.

L’editore presenta questo libro come una proposta coraggiosa, fuori dagli schemi, destinata a chi non cerca semplici risposte, ma nuove domande. Un testo che non chiede soltanto di essere letto, ma di essere attraversato, vissuto e interpretato.

un libro, ma come si completa un ciclo di coscienza. L’opera ha condotto attraverso il nascere dell’essere, il confronto con le proprie ombre, la dissoluzione dei limiti mentali e il riconoscimento dell’energia vitale come principio creatore. In questo cammino non viene cercata una verità esterna, ma risvegliata una verità interna: l’essere umano come origine e destinazione del proprio universo. 

Il testo afferma, in modo radicale, che non esiste separazione tra creatore e creazione. Pensiero, emozione e materia non sono entità distinte, ma manifestazioni di un’unica realtà. Le voci interiori, le paure, le entità simboliche e le forze invisibili rappresentano il linguaggio con cui la mente dialoga con se stessa, fino a riconoscere la propria sovranità. 

Là dove molte opere spirituali propongono salvezza, De Gran Fadel propone responsabilità. Non si viene salvati: ci si ricrea. La guarigione non avviene per intervento esterno, ma per riconoscimento del proprio potere originario. La perfezione non viene conquistata: viene ricordata. L’infinito non viene raggiunto: viene lasciato essere. 

In questa visione, il destino non è scritto, ma generato istante dopo istante. La vera battaglia non è contro il mondo, ma contro l’illusione di essere separati da esso. La vera libertà non è assenza di limiti, ma consapevolezza di poterli trasformare.

Così l’opera si conclude dove ogni autentico percorso filosofico conduce: alla semplicità dell’essere presente. Non resta una dottrina da seguire, ma uno spazio interiore aperto. Non resta un insegnamento da memorizzare, ma un’esperienza da continuare.